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L'elenco dei materiali per le applicazioni a infrarossi

Introduzione

Le applicazioni a infrarossi hanno assunto un'importanza crescente nel corso degli anni. Ingegneri e scienziati hanno spesso bisogno di materiali che funzionino bene alla luce infrarossa. Esaminiamo diverse classi di materiali. Ogni gruppo ha i suoi punti di forza.

Cristalli di fluoruro (fluoruro di calcio, fluoruro di bario, fluoruro di magnesio)

Icristalli di fluoruro come il fluoruro di calcio, il fluoruro di bario e il fluoruro di magnesio sono utilizzati in molti sistemi ottici. La loro proprietà principale è l'elevata trasparenza nella regione dell'infrarosso. In molti casi, questi cristalli sono preferiti per le lenti e le finestre dei sistemi laser ad alta potenza. Ad esempio, il fluoruro di calcio funziona bene nella gamma del vicino infrarosso, da 0,15 a 8 micron. Il fluoruro di bario può coprire una gamma fino a 12 micron. Il fluoruro di magnesio è noto per la sua durata e la facilità di rivestimento delle superfici. Queste caratteristiche rendono i cristalli di fluoruro popolari in campi come l'ottica spaziale e la spettroscopia avanzata.

Materiali calcogenuri (seleniuro di zinco, solfuro di zinco, germanio)

I materiali calcogenidici come il seleniuro di zinco, il solfuro di zinco e il germanio offrono un'eccellente trasmissione nelle regioni del medio e lontano infrarosso. Il germanio, ad esempio, è utilizzato nelle immagini termiche grazie alla sua efficace trasmissione tra i 2 e i 14 micron. Il solfuro di zinco e il seleniuro di zinco sono comuni nelle finestre e nelle cupole a infrarossi per i sistemi di guida missilistica o le telecamere termiche. Le loro proprietà ottiche non lineari li rendono utili anche nella conversione di frequenza dei laser. Ognuno di questi materiali ha un indice di rifrazione elevato e una banda di trasmissione specifica che si adatta molto bene a determinate applicazioni a infrarossi.

Materiali ossidi (zaffiro, silice fusa, ossido di ittrio)

I materiali ossidi sono noti per la loro stabilità e durata. Lo zaffiro è uno dei preferiti per le applicazioni ad alta sollecitazione che richiedono robustezza. Ha un'eccellente chiarezza ottica dall'ultravioletto fino alla gamma media dell'infrarosso. La silice fusa è un altro ossido comune. È rinomato per la sua bassa espansione termica e per la capacità di lavorare in un'ampia gamma di temperature e lunghezze d'onda. L'ossido di ittrio è spesso utilizzato in ambienti ad alta temperatura e mostra un'utile trasmissione infrarossa oltre i 3 micron. La stabilità e la qualità ottica di questi ossidi li rendono ideali per gli ambienti difficili, comprese le applicazioni aerospaziali.

Ulteriori letture: Substrati di zaffiro, rubino e allumina, come scegliere

Semiconduttori per gli infrarossi (silicio, arseniuro di gallio, antimoniuro di indio)

Imateriali semiconduttori come il silicio, l'arseniuro di gallio e l'antimoniuro di indio hanno trovato un posto speciale nella tecnologia a infrarossi. Il silicio funziona bene nel vicino infrarosso ed è ampiamente utilizzato nei sensori delle fotocamere e nei dispositivi di comunicazione. L'arseniuro di gallio offre un'efficiente conversione della luce e un funzionamento ad alta temperatura, che lo rendono comune nelle applicazioni spaziali. L'antimoniuro di indio è un materiale chiave per i rilevatori di infrarossi a onde lunghe, spesso utilizzati nelle termocamere. Questi semiconduttori offrono il giusto equilibrio di proprietà elettriche e ottiche per supportare applicazioni sensibili all'infrarosso in molti dispositivi moderni.

Vetri e compositi speciali (vetro calcogenuro, vetro a infrarossi, compositi polimerici)

I vetri e i compositi speciali completano l'elenco dei materiali utilizzati per le applicazioni a infrarossi. I vetri calcogenidici sono particolarmente adatti per la luce del medio e lontano infrarosso. Hanno elevati indici di rifrazione e possono essere modellati in forme complesse per lenti e fibre. I vetri per infrarossi sono lavorati in modo speciale per rimuovere le impurità che assorbono la radiazione infrarossa. Questi vetri sono molto apprezzati per i test ottici di alta precisione e per i sistemi laser. I compositi polimerici progettati per l'uso a infrarossi sono promettenti per ridurre il peso e mantenere le prestazioni ottiche. Questi materiali sono particolarmente utili nelle ottiche indossabili e nei dispositivi di imaging leggeri, dove spazio e peso sono fondamentali.

Applicazioni nello spettro dell'infrarosso

La scelta del materiale dipende dallo specifico intervallo di infrarossi necessario e dall'ambiente in cui il dispositivo dovrà operare.

I cristalli di fluoruro, con il loro basso assorbimento, sono preferiti nei dispositivi a infrarossi ultravioletti e a onde corte. I materiali calcogenidici eccellono nei sistemi di imaging medicale di fascia alta, soprattutto in aree di spinta come l'avvistamento termico e il controllo di qualità. I materiali ossidi hanno un posto di rilievo negli ambienti ad alta sollecitazione e ad alta temperatura, comprese le lavorazioni industriali e le applicazioni aerospaziali. I semiconduttori sono gli elementi costitutivi di rivelatori e sensori sia nelle apparecchiature di consumo che in quelle specializzate. Infine, i vetri e i compositi speciali offrono ai progettisti flessibilità, garantendo al contempo prestazioni precise nei sistemi di imaging, rilevamento e comunicazione.

Ogni tipo di materiale risponde a criteri rigorosi stabiliti dalle pratiche di ingegneria ottica e da considerazioni di costo. Per un elenco e un confronto dei materiali, consultare Stanford Advanced Materials (SAM).

Domande frequenti

F: Qual è il materiale migliore per le immagini termiche?
D: L'antimoniuro di indio è molto comune per le immagini termiche a infrarossi a onde lunghe.

F: Il silicio può essere utilizzato in tutte le gamme dell'infrarosso?
D: Il silicio funziona bene nel vicino infrarosso, ma ha dei limiti nel medio e lontano infrarosso.

F: Perché il silicio fuso è popolare negli ambienti difficili?
D: La silice fusa ha una bassa espansione termica e un'elevata durata, ideale per gli ambienti difficili.

About the author

Chin Trento

Chin Trento ha conseguito una laurea in chimica applicata presso l'Università dell'Illinois. Il suo background formativo gli fornisce un'ampia base da cui partire per affrontare molti argomenti. Da oltre quattro anni lavora alla scrittura di materiali avanzati presso lo Stanford Advanced Materials (SAM). Il suo scopo principale nello scrivere questi articoli è quello di fornire ai lettori una risorsa gratuita ma di qualità. Accetta volentieri feedback su refusi, errori o differenze di opinione che i lettori incontrano.
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